Management Constellation ovvero come puntare alla soluzione in azienda

In azienda, sul lavoro, in qualunque organizzazione persone, comportamenti e processi sono interrelati, se in un ufficio si litiga e si instaura un conflitto, l’energia vibra e si espande come un gas velenoso invisibile ma potente che non rimane confinato nell’ufficio suddetto.

E non basta incolpare qualcuno o il tempo o il caso della vita o far finta di niente, ma agire sistemicamente considerando la situazione a 360 gradi e oltre secondo la fisica quantistica. Se un reparto di produzione colleziona rallentamenti e scarti, o non comunica efficacemente con l’area commerciale, le variabili da prendere in considerazione sono interconnesse e molto spesso nascoste.

Se l’azienda subisce un’acquisizione da una multinazionale e si creano delle difficoltà interculturali, non curare l’intero processo porta a blocchi relazionali e stagnazione o addirittura sabotaggi reciproci più o meno latenti.

Puntare alla soluzione con lo strumento delle management constellation semplifica il processo di emersione dei nodi cruciali attraverso la messa in scena degli elementi in gioco reciproco. Si chiede cioè alle persone interessate di scrivere, su fogli che vengono disposti nello spazio, i ruoli e le risorse coinvolte (il cervello lavora per immagini e configurazioni) e questa prima azione fa emergere ciò che manca o che appare distonico rispetto all’insieme.

Poi si chiede alle persone di salire fisicamente sui foglietti stesi a terra e di percepire come si sentono in relazione agli altri elementi presenti: questa, apparentemente, semplice azione crea una presa di consapevolezza intuitiva e immediata che dirige l’intera messa in scena verso possibili soluzioni.

Il passaggio successivo è tradurre la configurazione e le soluzioni evidenziate in azioni concrete sul sistema organizzativo e sui ruoli e team coinvolti. L’intelligenza intuitiva in relazione sistemica con gli elementi presi in considerazione e disposti nello spazio dona possibilità e crea percorsi di cambiamento efficaci che l’intelligenza razionale, con i suoi schemi di riferimento rivolti a ciò che ha funzionato in altre situazioni, ma non in quella presa in esame, e l’intelligenza emozionale, con i suoi travestimenti e mascheramenti, non erano riuscite a far emergere.

Descriverle a parole è più difficile che provarle, a presto sessioni di management constellation rivolte a imprenditori, dirigenti e responsabili H.R.

Stay tuned!

Fabiana Boccola

Costelliamo? Ma di quante prove hai bisogno prima di lanciarti nel vuoto?

Affidarsi al campo quantico o morfogenetico o energetico o spirituale, chiamatelo come più vi piace, vi permette di lanciarvi verso cambiamenti profondi in poco tempo e molto mirati, che coinvolgono in termini sistemici l’individuo e tutte le persone a lui collegate, in modalità transgenerazionale, per liberarsi davvero e incontrare la migliore versione di se stesso.

Nel precedente articolo ho descritto sinteticamente lo strumento delle Costellazioni Familiari, ora sviluppo e aggiungo alcuni importanti elementi. Il termine Costellazioni tanto per iniziare: la parola rimanda alla configurazione di pianeti nel cielo e in effetti il concetto chiave di questo strumento è il rendere visibile, sensibile e palpabile la verità di un individuo in connessione con tutte le persone della sua storia familiare.

Campo quantico descrive un campo di “informazioni” nel quale siamo sempre immersi e che ci parla con un linguaggio profondamente diverso dall’utilizzo di parole, olistico, archetipico, sincronico. Transgenerazionale ci racconta che copioni di vita, memorie e fatti accaduti ai nostri antenati possono vivere dentro di noi per essere accolti e trasformati in forza e coraggio di scegliere il meglio per se stessi e per le persone con cui si è in relazione ora.

Fiducia nell’invisibile che si s-vela e nel nostro più alto e spirituale potenziale significa affidarsi a ciò che ancora ci sembra magia, poco convincente in termini logico-razionali, ma che funziona e attiva trasformazioni visibili e concrete nella nostra relazione con gli altri. Quindi chiediti di quante prove hai ancora bisogno per accogliere ciò che non conosci, che non capisci, che non incornici in teorie scientifiche ma che senti profondamente vere e trasformative. 

Un partecipante (A.V.) mentre era in scena come rappresentante di una persona mai vista né conosciuta ha sentito una forte emozione legata ad un evento particolare, si è girato verso di me e mi ha chiesto “ma come è possibile che senta questa cosa? Sono io cosciente di me stesso ma sento anche questa emozione legata ad un lutto, come è possibile?”. Subito la persona che stava mettendo in scena un proprio tema ha riconosciuto la veridicità di quell’evento. 

Ecco, quando parlo di farsi sorprendere ed accettare l’informazione che arriva dal campo intendo questo, rimanere e so-stare in quello che accade non pre-determinato, al servizio della storia dell’altro per svelare il copione di un film che chiede di essere cambiato.

Quindi ti rifaccio la domanda: “ma di quante prove hai bisogno per lanciarti nel vuoto e farti sorprendere da ciò che non puoi controllare ma solo vivere?”

Fabiana Boccola

Costelliamo? Come uscire dalla trance “Familiare”

Essere parte di qualcosa è necessario alla nostra sopravvivenza, ma ancora di più dare senso alla propria vita e realizzarla veramente al di là dei notevoli e impegnativi “dover essere familiari” diventa imprescindibile e liberatorio.

“Gran bel proposito”, direbbe qualcuno e qualcun altro si chiederebbe “…e come si fa?”, un terzo dichiarerebbe “ma cosa c’entra la mia famiglia d’origine con quello che accade nella mia vita?”, e potrei andare avanti ancora con tante obiezioni, commenti e dichiarazione di intenti, tutte quelle che nel corso della mia attività di animatrice di costellazioni familiari mi sono sentita dire. Già, ma questo prima che le persone partecipino ad una sessione di gruppo di “Costellazioni Familiari”.

Ci si ritrova in gruppo, estranei apparentemente (poi vi spiegherò perché scrivo apparentemente) gli uni agli altri, e si mette in scena una situazione portata da uno dei partecipanti che vuole vedere con altri occhi, sentire con altre emozioni, capire con altri pensieri. Tutto ciò si svolge senza copione, attori e sceneggiatura! 

E già questo sconvolge un po’ il nostro favoloso apparato razionale che vuole tempi, obiettivi, modalità e risultati, altrimenti si annoia e comincia a scalpitare….bene lasciamolo scalpitare e stiamo a vedere cosa succede! Intanto sentite che bella energia creativa portano queste 5 parole: stiamo a vedere cosa succede, affidiamoci al non noto, al non conosciuto, al non già pensato e spesso mai digerito. A questo punto accade l’impensabile, appunto! 

Gli estranei a me (ti ricordi l’apparentemente di prima?), alla mia famiglia, alla mia storia, ai miei desideri e bisogni, scelti e messi in scena da me, posizionati nello spazio, in relazione gli uni agli altri, cominciano a s-velare sensazioni, emozioni, parole e modi di dire e sentire e da osservatore mi ritrovo a pensare: “cavolo ma è proprio così, ma come fanno queste persone che non conoscono nulla di me a dare corpo e voce a verità difficili mai dette o appena percepite che riguardano proprio me e le persone del mio clan familiare?”. 

Ed è proprio la coscienza familiare che si ri-vela per permettere in poco tempo, un’ora o forse meno, un movimento interiore ed esteriore che porta ordine, trova soluzioni, ricarica e regala immagini nuove da portarsi nella mente e nel cuore. E tutto ciò porta ad uscire dalla trance familiare, dall’ipnosi subita per anni, che molto spesso allontana dalla percezione realistica di noi stessi e del nostro agire. E sotto ipnosi, personale, familiare e collettiva, come ritrovo me stesso? Questo è un modo ed è il dopo della Costellazioni Familiari!

Fabiana Boccola